Originario della provincia di Catanzaro e nato nel 1968, Rattà ha costruito gran parte della propria carriera professionale all’interno della polizia di Stato operando per molti anni in Calabria. Nel corso del suo percorso ha ricoperto incarichi di responsabilità nella Squadra Mobile di Catanzaro, partecipando ad attività investigative complesse rivolte al contrasto delle organizzazioni criminali.
Successivamente il suo profilo professionale si è consolidato nella Capitale, dove ha assunto ruoli dirigenziali presso la Squadra Mobile di Roma e ha collaborato con l’allora questore Mario Della Cioppa. Proprio in quel periodo vennero evidenziate pubblicamente le sue capacità operative, investigative e gestionali.
Prima della nomina a Pescara, Francesco Rattà era impegnato presso il Ministero dell’Interno come direttore dell’Ufficio analisi interforze all’interno della struttura dedicata alla prevenzione antimafia, incarico che richiede competenze specifiche nell’analisi dei fenomeni criminali e nella cooperazione istituzionale.
Laureato in Giurisprudenza presso Sapienza Università di Roma negli anni Novanta, ha affiancato all’attività professionale anche un interesse per la narrativa. Tra i suoi lavori compare il libro L’incastro dei cocci, opera ambientata nei primi anni Duemila che sviluppa temi legati alle indagini, al narcotraffico e alle dinamiche criminali.
La nomina è stata accolta con apprezzamento anche da rappresentanti sindacali della polizia, che hanno sottolineato negli anni qualità come equilibrio istituzionale, attenzione verso il personale e competenza professionale. Per molti osservatori, il nuovo incarico rappresenta il riconoscimento di una carriera costruita prevalentemente sul lavoro investigativo e sull’esperienza maturata sul territorio.
Con l’arrivo di Francesco Rattà, la Questura di Pescara si prepara dunque ad aprire una nuova fase amministrativa e operativa, affidandosi a un dirigente con esperienza in ambiti particolarmente sensibili della sicurezza pubblica italiana.












