Il Sindaco Alberto Dell’Orletta e l’Assessore all’Urbanistica Santino Ferretti sono intervenuti sulla questione. Il Sindaco ha sottolineato la correttezza dell’operato comunale: «Il Comune ha agito con precisione», ha affermato, specificando che l’istanza di condono è stata respinta a causa del vincolo paesaggistico e della carenza dei presupposti legali. Dell’Orletta ha attribuito all’azione del Comune – che ha ritenuto l’operazione una vera e propria lottizzazione abusiva – il merito di aver portato alla luce la situazione. Tutti i ricorsi presentati contro la decisione comunale hanno confermato il diniego. Il Sindaco ha poi delineato i possibili sviluppi futuri, subordinati alla notifica dell’ultimo ricorso: «Si apriranno tre scenari possibili: la demolizione, l’acquisizione al patrimonio comunale e la fiscalizzazione. Sarà l’ufficio urbanistico a stabilire la via legalmente percorribile».
L’Assessore Ferretti, coinvolto nella discussione per il suo ruolo professionale precedente, ha respinto le accuse. Dagli atti emerge che il suo studio associato avrebbe presentato il progetto di variante del fabbricato rurale, e che lo stesso Ferretti aveva firmato la denuncia di accatastamento successiva, che descriveva uno stato di fatto differente da quanto autorizzato. Ferretti si è difeso, chiarendo il proprio ruolo: «Mi è stato richiesto di effettuare l’accatastamento e ho agito in qualità di professionista. Chi si occupa di accatastamento non ha l’obbligo di verificare la regolarità urbanistica, poiché il Catasto si occupa unicamente della rendita catastale. Ho operato correttamente, tanto che fiscalmente sono state versate tre volte le imposte anziché una».
Riguardo alla questione dello “Studio Tecnico Associato Iannetti – Ferretti – Medori” riportata sulla prima pagina del progetto di variante depositato in Comune (pagina di cui è stata mostrata la foto all’Assessore), Ferretti ha fornito una spiegazione: «Questa pagina non è un documento ufficiale o una vera carta intestata dello studio, perché lo studio associato non esiste e non è mai esistito. Si trattava di un tentativo tra noi tecnici di esplorare la possibilità di costituire uno studio, ma l’idea non si è mai concretizzata». Si conferma che non risulta alcuna esistenza formale di tale studio.
L’Assessore ha concluso minimizzando il ruolo delle amministrazioni e dei tecnici nel contenzioso attuale: «La questione fondamentale è tra acquirente e venditore: il primo non avrebbe potuto comprare e il secondo non avrebbe potuto vendere. Esiste infatti una causa in corso per l’annullamento dell’atto di vendita. All’epoca, inoltre, non ricoprivo incarichi pubblici, quindi non vedo mie colpe».











